Una SPA itinerante

2015-09-23_135022Dalla proposta della sempre vulcanica Eliana Speziale, ideatrice del metodo Equiter®, nasce la task-force per il benessere del cavallo in gara. L’idea è di quelle che sembrano fatte apposta per far quadrare il cerchio: offrire un servizio che da un lato contribuisce al mantenimento del miglior benessere del soggetto impegnato in gara e dall’altro consente ai comitati organizzatori di offrire qualcosa in più ai propri concorrenti. Il tutto a costo zero.

E il guadagno dov’è allora? Il ritorno di immagine di Equiter è garantito, così come lo è la possibilità di creare proseliti tra i cavalieri che ancora non conoscono i benefici di questo eccellente metodo. In una parola: geniale! Per farci raccontare nel dettaglio come la task-force intende operare, abbiamo interpellato proprio Eliana Speziale.2015-09-23_134747

Chi fa parte del Team Equiter?
«La squadra è composta da persone (c’è anche qualche veterinario, ndr.) che hanno frequentato i corsi e che hanno conseguito la certificazione Equiter superando un esame teorico e pratico per diventare Equine Sport Massage Practitioner o Equine Sport MassageApprentice, vale a dire i corsi Equiter per diventare esperti nella soluzione di problematiche di movimento del cavallo oppure massaggiatori sportivi che hanno già maturato esperienza sul campo e sanno come supportare un cavallo durante l’impegno agonistico, aiutando a smaltire la fatica e lo stress e anche a risolvere ipso facto, rigidità o spasmi formatisi durante la gara e che potrebbero creare problemi di performance nel prosieguo della competizione».

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Come intende operare?
«Nella più ampia disponibilità possibile, compatibilmente con l’organizzazione dell’evento, rapportandoci con il cavaliere o il capo equipe prima e dopo la competizione. Ovviamente, la collaborazione con il veterinario dell’evento o con quello del singolo cavaliere è da considerarsi preziosa per il raggiungimento del miglior risultato».

In quali gare Team Equiter prevede di essere presente?
«In linea di principio, in ogni gara la gara e che potrebbero creare problemi di performance nel prosieguo della competizione» in cui la nostra presenza possa contribuire in modo significativo ad alleviare la fatica del cavallo atleta.
Questo significa sicuramente concorsi ippici, ma anche, ed è ciò che auspico, gare di endurance, monta western e polo».

Da cosa nasce l’idea della presenza del Team Equiter alle gare? È una operazione commerciale o c’è dell’altro?
«Direi che il proposito commerciale non mi ha sfiorato. Da anni seguo, come appassionata ma anche come addetta ai lavori, amazzone e come terapista al seguito di qualche cavaliere, concorsi ippici di rilievo non solo in Italia ma anche in giro per l’Europa e ho sempre, e sottolineo sempre, apprezzato il fatto che alcuni cavalieri stranieri, già da anni, avessero nel loro team anche il fisioterapista.

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Ho pensato allora che la creazione di un team di professionisti del settore potesse non solo dare effettivamente aiuto e supporto a chi ne avesse bisogno, ma anche promuovere sempre di più il concetto che i cavallo atleta, come tutti gli atleti al mondo, ha necessità di essere aiutato a svolgere bene il proprio impegnativo lavoro, da qualcuno che lo seguisse giorno dopo giorno almeno durante la gara. Meno fatica per lui, migliori risultati per tutti… Per me il benessere del cavallo viene prima di ogni cosa.

 

Questi fantastici animali che noi usiamo – ed è questo l’unico termine realistico che si può impiegare – per i più svariati scopi hanno diritto a essere rispettati e aiutati nel miglior modo possibile. Il Team Equiter vuole fare questo. Se poi da qui nasce anche la promozione di un mestiere meraviglioso e di grande soddisfazione, perchè no? Si tratta di un lavoro come un altro, solo che riguarda chi ha un amore vero e profondo per i cavalli».

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I cavalieri come percepiscono l’idea di lasciare “toccare” il proprio cavallo durante una gara? Sono sospettosi o fiduciosi?
«Di solito sono contenti e ne apprezzano i risultati. Non ho trovato ostilità, caso mai curiosità. È importante riuscire a spiegare bene cosa possiamo fare per loro, senza creare inutili aspettative. Non si può andare lì e dire “guarda che se
manipolo il tuo cavallo poi vinci”… Sarebbe ridicolo. Ma possiamo sicuramente garantire che aiuteremo il cavallo ad avere la muscolatura e le articolazioni il più possibile sciolti ed efficienti. Tutto dipende dalla condizione in cui troviamo il cavallo da aiutare. Miracoli non ne facciamo e non abbiamo neanche la bacchetta magica». Il servizio del Team Equiter ha un costo per il comitato organizzatore che ne faccia richiesta? E soprattutto, il circuito di gare a cui sarete
presenti lo scegliete voi o andate dove vi chiamano? «Non chiediamo nessun compenso. Chiediamo solo di essere supportati, anche solo parzialmente, per il vitto e l’alloggio. In ogni caso,parlando con il comitato organizzatore, possiamo sempre trovare una formula che metta tutti d’accordo. Saremo sempre lieti di essere presenti quando ci venga richiesto, dandoci naturalmente il tempo necessario per organizzarci al meglio. E saremmo onorati di poter seguire il Team Azzurro durante la stagione agonistica».

Viene da pensare “a buon intenditor poche parole”…

Link : SPA ITINERANTE

( da Cavallo Magazine – Testo di Liana Ayres, Foto di Paolo Biroldi )

 

 

 

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