A volte accade che un cavallo si comporti in modo strano; può resistere alla mano in una direzione; può non essere capace di “tenere il galoppo”; si rifiuta di effettuare i cambi di galoppo; o non salta più come prima. E mille altre situazioni di rigidità o comportamenti anormali. Addirittura può essere zoppo.
Il cavallo viene sottoposto a visita veterinaria e “scannerizzato”, ma anche le radiografie non mostrano niente di diverso dal solito. Ma allora cosa sta succedendo?
Niente accade senza un motivo. Quasi sempre, la causa del problema risiede in un piccolo agglomerato di tessuto – appartenente ad un muscolo – non più grande della punta del nostro dito pollice, che non è più in grado di svolgere la propria funzione.
La cosa è aggravata dal fatto che questi problemi spesso non presentano sintomi visibili.
Non c’è niente nei libri di veterinaria che aiuti la diagnosi di questo tipo di problema ed invece dovrebbe esserci perché a volte anche se la terapia veterinaria è stata effettuata, il cavallo fatica a ritrovare la pienezza di condizione o il recupero al cento per cento.
Il trattamento veterinario spesso si ferma nel momento in cui la lesione o “l’anomalia” è stata curata definitivamente e non tiene conto delle conseguenze di quest’ultima sulla capacità di movimento del cavallo.
Succede poi molto spesso che un cavallo non abbia veramente alcun problema evidente riconducibile a qualche problema articolare o a qualche ferita, ma ugualmente non sia in grado di “esprimersi” come prima.
Spesso è proprio l’errore nel non riconoscere che il sistema muscolare può essere la causa unica e primaria dei problemi che determina una terapia inadeguata.
Sfortunatamente ancora oggi si fa tantissimo per rimediare e curare problemi ortopedici e zoppie, ma pochissimo è stato fatto nella prevenzione o correzione di “problemi da sforzo”.
Se non si realizza che il sistema muscolare – 60% del peso corporeo del cavallo e sistema responsabile del movimento – è la causa predominante di problemi legati al movimento, molte cose resteranno invariate.
Non bisogna mai stancarsi di ripetere e ricordare a tutti, proprietari, allevatori, guidatori e fantini, questo principio fondamentale: sono i muscoli che fanno muovere le ossa del cavallo, cos’altro?
Il corpo del cavallo è fatto per potersi muovere in maniera forte ed elastica allo stesso tempo. Quando questo non accade più significa che c’è un problema.
Il motivo principale per cui ciò accade è la contrattura muscolare che risulta come conseguenza di eccessiva tensione e sforzo o di uno strappo muscolare. Altre cause concomitanti sono naturalmente legate all’età, al temperamento, a problemi di ipertrofia muscolare o di atrofia conseguente a traumi o ancora le conseguenze di traumi e incidenti di ogni genere.
I cavalli in agonismo che devono quindi “dare il massimo” sono quelli più esposti a questo tipo di problemi, anche perché è molto difficile stabilire cosa e quanto sia questo “massimo” da raggiungere. E’ il fatto di voler ottenere sempre di più dall’animale che lo porta a “rompersi”. Tutto si paga, solo che in questo caso è l’animale a farne le spese.